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Viviamo in un mondo che gira al
contrario, dove viene privilegiata la perversione e
l’inversione dei ruoli: gli uomini si atteggiano a femmine,
le femmine si dimenticano della propria missione naturale;
la vita viene calpestata e disprezzata, la morte esaltata
come un diritto; gli onesti, i galantuomini e coloro che
perseguono verità, giustizia e libertà, sono perseguitati,
mentre i malvagi ed i corrotti, gli assassini seriali di
massa ed i grandi ladri globali vengono protetti e dotati di
poteri dittatoriali universali su tutto il globo terracqueo
e su tutte le creature, razze e popoli, eccezion fatta per
quello “eletto”, che troviamo invece in cabina di regia
insieme a tutti i suoi portaborse e utili idioti.
Ed è in questo contesto di cose
che dobbiamo decifrare la dichiarazione di “persona non
gradita” presentata dalla Farnesina nei confronti
dell’ambasciatore della Repubblica Araba di Siria in Roma,
il dott. Hasan Khaddour.
Conosco personalmente e bene il
dott. H. Khaddour, con cui mi sono intrattenuto più volte in
colloqui privati, lunghi e approfonditi, dove si sono
affrontati diversi argomenti, da lui sempre trattati con
moderazione e saggezza, non tanto perchè egli fosse un
diplomatico (le nostre discussioni private esulavano
dall’etichetta), ma perchè è insito nella sua intelligenza
il metodo di affrontare problemi e questioni cercando sempre
spiegazioni e soluzioni ragionevoli ed equilibrate.
Mai venendo meno al suo dovere ed
alto senso dell’onore, come siriano e come uomo sincero, che
ama la propria Patria, la propria Storia, le proprie
Origini, il proprio Popolo.
Mai, neppure per una frazione di
secondo, ho scorto nelle sue parole e toni anche il più
piccolo cedimento, o ripensamento, quanto alla sua posizione
e ruolo di rappresentante del governo in carica a Damasco.
Sempre consapevole delle sue responsabilità e lucidamente
conscio del grande gioco geopolitico che si agita sulla sua
testa, del quale sarebbe potuto diventare bersaglio se fosse
rimasto fermo al suo posto e sulle sue posizioni, o invece
incensato e privilegiato se avesse ceduto alle lusinghe e
velate minacce dei maccaronici “amici della Siria”.
Lui è un uomo d’onore, di quelli
che oggi se ne vedono pochi in giro, di una razza in via
d’estinzione. E della sua amicizia, quale uomo d’onore
pur’io, di quella medesima razza in via d’estinzione, per la
quale una stretta di mano tra galantuomini vale più di
qualsiasi contratto scritto, sono stato confermato ieri.
Avevo fatto tardi ieri mattina, e
verso l’ora di pranzo stavo ancora lavorando, come sempre,
per coordinare notizie, video, foto, corrispondenti ed amici
collaboratori dei nostri vari networks attivi ed operativi,
quando squilla il telefono e l’amica Mishlin,
dell’ambasciata siriana in Roma, comunica a mia moglie che è
in linea l’ambasciatore. Avevo molta voglia di risentirlo,
già da molti giorni, ma temevo di disturbarlo, in momenti
così difficili e delicati.
L’emozione e la contentezza furono
quindi forti nel risentire la sua voce, che in perfetto
inglese mi salutava calorosamente. “My dear friend
ambassador” fù la mia risposta.
L’ultima volta ci eravamo visti in
aeroporto, a Fiumicino, dove lui era venuto a salutarci,
come Delegazione italo-siriana, prima della nostra partenza
per Damasco, il mese scorso.
Il motivo della sua telefonata?
Per salutare un amico e per ringraziarlo dell’impegno e
lavoro svolto in favore della Verità attraverso i nostri
networks online, molto seguiti in tutto il mondo ed in tutte
le lingue, con decine di migliaia di visite quotidiane.
Tutto il lavoro, tutta la fatica,
tutti i sacrifici, per mantenere alta la bandiera della
Verità, della Giustizia, della Libertà, sotto attacco da
parte di una setta planetaria senza scrupoli e senza
dignità, svaniscono e sono compensati non dalle migliaia di
visite giornaliere sugli spazi web che coordini, ma quando
anche un solo amico ti dice “grazie”, riconosce il tuo
impegno, ti scalda il cuore con parole di vicinanza e
solidarietà, dimostrando di condividere con te il coraggio e
l’onestà intellettuale, a qualunque costo.
Specie l’onestà intellettuale e
l’onore, la fierezza di saper restare in piedi, sulle
macerie di un mondo che sprofonda sempre più nel suo abisso
di iniquità e corruzione degli animi, sono doti preziose e
rare da riscontrare negli uomini d’oggi, e l’amicizia con
tali uomini è un tesoro da custodire in un luogo sacro, in
fondo al nostro cuore.
Potranno depravare tutto e tutti
intorno a noi, potranno colpirci e ferirci in ciò che ci è
più caro, potranno tentare di toglierci anche la vita, ma
nessuno potrà mai arrivare a sfiorare e violare quel luogo
sacro, nulla potrà sporcare le sue pareti, dove solo i veri
Uomini possono avere accesso. I quaquaraquà, gli infami, gli
omuncoli, i portaborse di giuda, sono condannati a restarne
fuori, nel buio, dov’è la vergogna, il dolore e lo stridor
di denti, non riuscendo a concepire neppure l’esistenza di
questa roccaforte inespugnabile.
Buona fortuna amico mio
ambasciatore. Mi auguro che il tuo coraggio, la tua
rettitudine, la tua onestà, il tuo senso dell’onore e
dell’amor di Patria, possano essere esempio per tutti,
siriani e non, e che nonostante gli sforzi compiuti dai
nemici della Siria (e del mondo intero…) per sottometterla
ad una dittatura globale, la Siria ed i siriani alla fine
riescano vittoriosi contro questa bestia, contro questo
mostro dalle mille teste, ma senza un cuore.
Io nel mio piccolo, per quello che
posso e mi compete, sarò al vostro fianco. Sempre.
Un ideale, sincero, caloroso,
abbraccio.
Filippo Fortunato Pilato
31 maggio 2012
Coordinatore Web di Syrian
Free Press Network
Link originale:
http://syrianfreepress.wordpress.com/2012/05/31/hasan-khaddour-ambasciatore-e-uomo-donore-esempio-di-coraggio-e-onesta/ |